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venerdì 23 dicembre 2011

Buon Natale 2011...e che il 2012 vada alla grande


Quando penso agli auguri di Natale,penso sempre ai Tanti Auguri Scomodi di don Tonino Bello,uno che davvero era in odore di santità(e chissà perchè più ti avvicini alla santità, più sei inviso alle gerarchie vaticane).
Trovate i tanti auguri scomodi, sia su questo blog,sia on line con google...meritano assai...sono un pugno nello stomaco,secondo me rivolto davvero a tutti noi!
e allora da dove inizio?
tanti auguri,a tutti i nuovi incontri del 2011,tutti importanti,tutti hanno lasciato un segno nel mio cuore!
e allora auguri a chi...una mattina di giugno mi ha regalato sorridendo un barattolo di passata artigianale, che a pensarci bene non era giugno ma il 2 agosto 2011!
e ancora a chi mi ha ascoltato, sopportato e supportato all'osteria Pinocchio di Perugia,
e chi mi ha fatto capire io ci sono!
auguri a chi mi ha accolto in casa sua in quel di Cirie,non lo dimentico...e spero che il 2012 sia occasione di reincontrarci,
e tutti gli amici artisti, incontrati in questi mesi...non metto i nomi, ma davvero tutti!Così come gli organizzatori...
a chi in quesit giorni partorrià una bimba!che figata
a chi in quest'anno ha perso tutto,io sono con voi!
e ancora auguri a chi con poche parole, pur non conoscendomi..ha capito chi sono realmente ( è un dono raro).
al mio grosso fratello perugino, che ho capito con la testimonianza, cosa voglia dire sul serio avere valori di sinistra,e non solo a parole!
a quei pochi politici incontrati in questi mesi, che mi han fatto capire...come si possa lavorare con euro 0 a bilancio!grazie Italia!
ai nuovi incontri fatti al corso di cooperazione,tutti mi hanno regalato qualcosa in questo anno così strano!
a chi è riuscito a farmi piangere quest'anno più volte, di gioia in un autogrill sull'autostrada Torino-Milano, che le mie "svolte" in un modo o nell'altro arrivano sempre in autogrill ( e non è uno spot)...e durante una passeggiata sul lungo Po nel mese di giugno!e in tante altre occasioni!
a chi ho regalato pezzi di me stesso...spero ne faccia buon uso!
e infine a me stesso...che in fondo come dice il buon Vasco, sono ancora qui.Non è poco.
Ci sono.
Ci siamo!

Buon Natale e Buon 2012 a tutti

venerdì 24 dicembre 2010

Tanti auguri 2...e non mangiate troppo...


Tanti auguri,

a quelli che mi hanno sopportato, supportato...e accompagnato in questo viaggio del 2010,

a quelli che sono passati di qui, hanno letto, commentato...riflettuto e sorriso...

a tutti quelli, che provano a fare le rivoluzioni, piccole e grandi sono sempre importanti,

a tutti gli artisti, che ho incrociato e che mi hanno regalato qualcosa, e con i quali spero di aver scambiato qualcosa,

a chi non si prende troppo sul serio,

a chi quest'anno ha cambiato strada,

a tutti quelli sguardi incrociati e incontrati in 12 mesi,

insomma a tutti...

che il Natale che viene, non sia solo occasione di grandi mangiate ma soprattutto di sintonia con il mondo, e con chi ci è vicino.

Davide

martedì 21 dicembre 2010

Tanti auguri scomodi!


In mezzo a quest'orgia di luci, suoni colori...ecco i miei auguri preferiti...sono di un grande uomo...don Tonino Bello, un salentino, vescovo della diocesi di Molfetta/Giovinazzo.
Uno che a casa propria, ospitava puttane, spaciatori, e quanto di meglio la fauna offrisse...uno di cui continuiamo a sentire un disperato bisogno!

Non obbedirei mai al mio dovere di vescovo, se vi dicessi "Buon Natale" senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire.

Non posso, infatti, sopportare l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla "routine" di calendario.

Mi lusinga, addirittura, l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi, allora!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali. E vi conceda la forza di inventarvi un'esistenza carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finchè non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un povero marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa l'idolo della vostra vita; il sorpasso progetto dei vostri giorni: la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla ove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini o il bidone della spazzatura o l'inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell'affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi tutte le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi cortocircuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunciano la pace portino guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che, poco più lontano di una spanna con l'aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio della fame.

I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell'oscurità e la città dorme nell'indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere "una gran luce", dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura ma non scaldano. Che i ritardi dell'edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.

I pastori che vegliano nella notte, "facendo la guardia al gregge" scrutando l'aurora, vi diano il senso della storia, l'ebbrezza delle attese, il gaudio dell'abbandono in Dio. E vi ispirino un desiderio profondo di vivere poveri: che poi è l'unico modo per morire ricchi. Sul nostro vecchio mondo che muore nasca la speranza!!!

don Tonino Bello