La vita è strana.
Un anno fa,esattamente 365 giorni,decidevo di rimettere tutto in discussione,dopo il terremoto.
Ricostruire tutta la casa,fare pulizia.
La ricordo bene,la chiacchierata in Via Groppello,in cui mi sforzavo di non piangere,ma la sensazione del nodo alla gola era prepotente,schiacciante.
Da lì, da quel finale di anno devastante,da quelle parole scambiate camminando,ho deciso di ricostruire e ricostruirmi.
Se mi volto indietro,vedo la fatica,anche perchè entrare a contatto con il proprio io più profondo mica è facile!
Però da quel 29 di dicembre ci sono entrato, a contatto con le profondità più intime,quelle con cui hai camminato per tanto, ma che magari hai sempre ignorato.
Ricostruire.
La pelle prima di tutto.
Ci va del tempo.
Deve formarsi la crosta.
Solidificare.
Guarire.
Ma succede che a volte ,un poco infantilmente provi piacere a togliere la crosta,e allora passa altro tempo.
Cerchi di coprire la crosta.
Con i vestiti.
Con il sorriso.
Ma dentro, stai male.
E vai avanti.
Ricostruirsi.
Ricoprire la carne.
Che hai scoperto.
Che a volte ti è stata scoperta.
E camminare comunque e sempre.
Avanti, sempre avanti.
Non sentire il fiato, le braccia.
Ma andare avanti.
Il pensiero di dire, no io non ci riuscirò, io non ci riesco, non sono capace.
A volte il raziocinio ti abbandona e vai avanti.
Solo istinto.
Fidandoti.
Di chi ti guida e della pancia.
Da qualche parte si deve pur arrivare no?
Si forma la pelle.
Imparare o reimparare a camminare.
Entusiasmante e difficile.
A volte aiutato, a volte da solo.
Si cade.
Ma ci si rialza.
Si scappa.
E allora qualcuno ti aiuta e ti viene a prendere.
A riprendere.
Ancora il mare.
Tutto riprende il mare.
è un bene.
Continui a camminare.
Comprendi parole, mai sentite.
Terribili.
Le comprendi.
Le lasci andare.
Non sono le tue.
Ma ora sai cosa significano.
Ancora violenza.
Gratuita.
Così, per vedere l'effetto che fa!
E ripartire e non fermarsie urlare fino a non avere più fiato.
Allevare parole.
Ri-allevare parole.
La pelle.
Gli occhi.
Nuovi sgardi.
In lontananza un porto.
Alle spalle 365 giorni.
Ne valeva la pena.
d
p.s e mi sono liberato, ci sono riuscito.
« Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati» «Dove andiamo?» «Non lo so, ma dobbiamo andare » (Jack Kerouac - On the road) ...Appunti,contrappunti, sviste di un creativo,nomade e sempre sulla strada...perchè come diceva Faber"non sei tu,ma è la terra che ti sceglie!"
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sabato 29 dicembre 2012
29 dicembre 2011-29 dicembre 2012...io sono ancora qui!
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domenica 21 ottobre 2012
Un anno di Mill Park...in 10 righe...( esercizio per Comunicattivi)
la neve fino ad aprile
inoltrato,
la mia prima notte a Tirana,
un sogno di saluto bellissimo e
molto crudele,
le mie lacrime nella piazza di Caselette,
il silenzio
la
profonda umanità degli incontri in questo posto,
un abbraccio con
Cleo,
l'alba al mare il giorno del mio compleanno,
il palazzo di
Diocleziano di Spalato e il mio wow!,
la violenza e la crudeltà degli
strappi,
la bellezza e la profonda umanità del ricostruirsi,
un libro in
regalo da Napoli,
Gilda a Torino,
l'arrivo di mia nipote
Chiara,
Barolo...
le mie albe
il richiamo del Teatro,
il giocare a
reincontrare la mia infanzia...
l'alba a San Benedetto, e una candelina...e tante storie che ho affidato al mare.
d
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